Storia della parrocchia PDF Stampa E-mail

L’attuale edificio è stato costruito su una cappellina costruita nel 1840, nella borgata Barriera del Bosco, per volontà dei coniugi Pasquale Musumeci e Maria di Guardo per ringraziare la Madonna di una grazia ricevuta.

La cappellina, dichiarata chiesa curata filiale nel 1883, si trovava su una strada, l’attuale via del Bosco, appositamente creata per congiungere la città con l’Etna. Era attorniata da qualche casa che con il passare del tempo diventarono sempre più numerose. Infatti il quartiere e la popolazione cresceva e aveva bisogno di tutto anche della cura spirituale. Cosi Il Vescovo pensò di mandare un giovane prete a prendersi cura del luogo e dell’ambiente padre Giuseppe Zammataro. Ricevette la nomina a curato il 31 maggio del 1937.

Qui comincio a capire, comprendere e aiutare gli abitanti. E una prima azione che ha concretizzato, è stata la costruzione del nuovo edificio. Infatti nel 1940, padre Zammataro, pensò di allargare e ingrandire l’edificio. La cappellina fu demolita e sul terreno adiacente fu costruita un altro tempio più grande con altro stile,dimensione e volume. Divenne parroco della “erigenda” parrocchia Santa Maria del Carmelo il 19 giugno 1946.

La costruzione durò quasi un decennio sia per problemi legati allo scoppio della seconda guerra mondiale sia per problemi economici. Infatti, proprio legati quest’ultima, il progetto originario dell’edificio fu cambiato per ben due volte. Ma alla fine ,dopo tante difficoltà Padre Zammataro riuscì a completare l’attuale edificio. Non mancarono le difficoltà  ma tante furono le grazie che insieme all’aiuto economico ha ricevuto. Basta pensare, che come lui stesso scrisse, aveva due importanti benefattori: Lucia Mangano e Padre Generoso. La sua fede, il suo amore per la Madonna, lo portò ad essere un uomo tenace e convinto in quello che voleva realizzare. Per tutto il periodo che rimase in Parrocchia è stato un punto di riferimento della gente del quartiere. Ha aiutato tanta gente  a trovare lavoro, a chi era nelle difficoltà dava da mangiare, o dava  aiuto economico. Il suo ultimo intervento all’edificio è stato negli anni 70, quando per disposizione del Concilio Vaticano II, ha dovuto modificare l’altare principale e quelli laterali. E in questa modifica padre Zammataro ha  fatto realizzare l’attuale, bello ed espressivo, Crocifisso  situato nell’abside dell’edificio. Rimase in questa comunità per ben 45 anni 9 mesi e 4 giorni  quando ha “lasciato” la parrocchia per motivi legati alla sua salute che, dopo alcuni anni, lo ha portato a raggiungere l’eternità.

Durante gli ultimi anni della sua vita, p. Zammataro  fu colpito da una malattia che lo allontanò dalla comunità parrocchiale, perché aveva bisogno di cure e assistenza e cosi andò presso l’asilo s. Agata. Mons. Domenico Picchenenna, viste le esigenze della comunità parrocchiale gli mandò un giovane  sacerdote, Rosario Currò,  ordinato il 25 aprile 1985 da lui stesso. Fa la sua prima esperienza pastorale come amministratore e il 14 settembre del 1986 diventerà parroco. Non sarà facile la vita parrocchiale. Da una mentalità anziana (il precedente parroco è rimasto lì per ben 46 anni ) a una mentalità giovane e fresca.  Portò  una ventata di novità pastorale, dando vita a gruppi di formazione che abbracciarono tutte le fascie di età. Si deve a lui la prima ristrutturazione della chiesa e la nascita di nuovi locali nonché l'allargamento della canonica parrocchiale. Rimase in carica in questa comunità fino al 13 settembre 1998, fin quando Mons. Luigi Bommarito, lo chiamò altrove per affidagli un’altra comunità parrocchiale. Successivamente subentra l’attuale parroco sac. Alfio Daquino e l’edificio ricevette un’ulteriore sistemazione non solo nel tetto, nei locali adiacenti, nella pulizia delle pareti  ma soprattutto viene abbellito con dei grandi quadri  che richiamano i misteri principali della Madonna: dalla nascita di Gesù, alla Pentecoste, al mistero dell’Assunzione. E un ultimo quadro riguarda la festa Mariana del Carmelo, molto sentita nel quartiere che si svolge il 16 luglio e la domenica successiva. Una particolare attenzione va alla statua della Madonna del Carmelo. È in legno  e non abbiamo notizie certe su chi l’ha ordinata. Infatti pare che all’origine fosse destinata altrove ma una volta giunta in questo luogo, I fedeli visto la sua bellezza non l’hanno voluto più restituirla considerando un “segno  divino“ questo imprevisto.Viene portata in giro per il quartiere la domenica successiva al 16,  su un fercolo in legno, costruito nel 1935, tirato con delle funi dai fedeli. L’attuale edificio risulta “piccolo” all’enorme espansione urbanistica che durante questi decenni il quartiere Barriera  ha affrontato, ma è sempre il punto di riferimento di tanti fedeli e di tanti cristiani.

 

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